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Come si svolge lo screening per la scoliosi: Una guida completa




La scoliosi è una condizione che colpisce la colonna vertebrale, causando curvature laterali anomale. È fondamentale individuare e monitorare questa condizione, soprattutto durante l'adolescenza, quando la crescita rapida può influenzare lo sviluppo della colonna vertebrale.

Lo screening per la scoliosi è una parte importante della valutazione della salute spinale dei ragazzi e delle ragazze in età scolare. In questo articolo, esploreremo in dettaglio come viene condotto lo screening per la scoliosi presso il nostro studio di fisioterapia. 


Il processo di screening per la scoliosi inizia con la raccolta di informazioni fondamentali sul paziente. Al ragazzo o alla ragazza vengono richiesti i dati anagrafici, l'altezza e il peso. Queste informazioni forniscono al fisioterapista un quadro generale della crescita e dello sviluppo del paziente. Successivamente, viene esplorato lo stile di vita del paziente. Viene chiesto se pratica sport, quali sport e con quale frequenza. Inoltre, vengono esaminate le abitudini scolastiche. Queste informazioni sono cruciali perché l'attività fisica e le abitudini posturali possono influenzare lo sviluppo della colonna vertebrale. 

È anche importante sapere se il paziente abbia già effettuato screening per la scoliosi in precedenza. Questo aiuta il fisioterapista a comprendere il background del paziente e a valutare eventuali cambiamenti nel tempo. 


Dopo la fase preliminare di raccolta dati, il clinico passa all'osservazione del paziente in stazione eretta. In questa posizione, si osserva il lato posteriore del soggetto, concentrandosi sulla simmetria delle spalle, delle scapole, del triangolo della taglia, del torace e del bacino. Questa valutazione fornisce un'idea della simmetria destra/sinistra della colonna vertebrale. 


Successivamente, il clinico misura lo strapiombo laterale: questa misurazione viene eseguita tracciando una linea verticale passante per la piega interglutea utilizzando un filo a piombo. Questa linea verticale dovrebbe passare esattamente dietro la settima vertebra cervicale (C7). Qualora ci fosse un discostamento a destra o a sinistra di quest’ultima, deve essere misurata con un metro per capire la distanza. 



Dopo l'osservazione della schiena, il fisioterapista passa all'osservazione del paziente di profilo. In questa posizione, viene tracciata una linea passante sempre per la piega interglutea, avvalendosi sempre di un filo a piombo. Da questa linea immaginaria vengono misurate con un metto i seguenti punti di repere: la nuca, il punto più profondo della cervicale, la settima vertebra cervicale (C7), il punto più posteriore della cifosi toracica, la dodicesima vertebra toracica (T12), e il punto più profondo della lombare, la seconda vertebra sacrale (S2). Queste misurazioni aiutano il fisioterapista a valutare la presenza di iper cifosi, dorso piatto o altre alterazioni della colonna vertebrale viste di profilo. 


Infine, viene eseguito il Test di Adams. In questo test, il paziente si flette in avanti con le gambe dritte mentre il fisioterapista utilizza uno scoliometro per misurare l'angolazione di eventuali gibbi della colonna vertebrale. Se i gibbi hanno un'angolazione superiore ai 5-7 gradi, di norma viene consigliata una radiografia. Tuttavia, la decisione di eseguire una radiografia dipende da vari fattori, come l'età e il sesso del paziente. 


In conclusione, lo screening per la scoliosi è un processo completo che coinvolge la raccolta di dati, l'osservazione del paziente in diverse posizioni e l'utilizzo di strumenti di misurazione specifici. È fondamentale per individuare precocemente eventuali anomalie della colonna vertebrale e monitorarne lo sviluppo nel tempo.


Se hai domande o dubbi sullo screening per la scoliosi, non esitare a contattare il nostro studio di fisioterapia a Magenta e Abbiategrasso per ulteriori informazioni.

Il Dott.Soffientini Luca, Fisioterapista, Osteopata pediatrico esperto di scoliosi, sarà lieto di condurre un esame dettagliato e fornire consulenze personalizzate. La prevenzione nelle fasce di età più critiche è essenziale.



Dott. SOFFIENTINI LUCA osteopata e fisioterapista


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